Strategies for preventive protection of historical settlements against seismic events in inner areas. Security and Identity

Gabriele Ajò

Abstract


Italy is an “ancient land”. It is a territory rich in history, tradition and heritage, yet at the same time, a land very often abandoned to its own devices, damaged and lacking upkeep. There is a strong dualism between the necessity to safeguard the identifying features of its sites and the need to take action in response to people’s demands for safety in a fragile territory exposed to seismic and hydrogeological risk.

Its inner areas represent perfectly two sides of the same coin: while, on the one hand, these districts bear great potential in terms of natural and cultural resources, on the other hand, a progressive migration towards the urban areas, where the accessibility of basic goods and services is unquestionably easier, has left behind many abandoned landscapes. Many historical centers, through a lack of upkeep, have undergone a process of decay and collapse. The historical, architectural and cultural heritage of these areas is at great risk and if this tendency was not to be reversed, this slow decline will continue, accentuated by frequent seismic events and inappropriate anthropic actions. In this context of territorial fragility, although at the same time of great historical and cultural wealth, we can outline our research objectives: the securing and enhancing of identity. Stemming the territory’s decline and the deterioration of its architectural legacy is a prime objective of the National Strategy for Inner Areas (2014-2020) and the intention of this essay is to contribute to the creation of an action protocol for the recovery and safeguard of historic construction currently endangered by the lack of active maintenance.

L’Italia è un “Paese antico”, un territorio ricco di storia, tradizione, patrimonio; allo stesso tempo un territorio, molto spesso, dell’abbandono, della mancanza di manutenzione, del dissesto. Esiste un forte dualismo tra la necessità di salvaguardare i caratteri identitari dei suoi luoghi e il bisogno di agire per soddisfare la domanda di sicurezza della popolazione in un territorio fragile, esposto al rischio sismico e idrogeologico. Le aree interne italiane rappresentano perfettamente due facce della stessa medaglia: mentre da un lato queste posseggono grande potenziale in termini di risorse naturali e culturali, dall’altro una progressiva migrazione verso i poli urbani, dove l’accessibilità ai servizi di base è senza dubbio più facile, ha prodotto molti paesaggi dell’abbandono. Molti centri storici, a causa della mancanza di una tutela attiva, sono soggetti ad un processo di degrado e rovina. Il patrimonio storico, architettonico, culturale di queste zone è in forte pericolo e, se questa tendenza non sarà invertita, questo lento declino continuerà, accentuato ancor di più dai frequenti eventi sismici e dalle sconsiderate azioni dell’uomo. In questo contesto di fragilità territoriale, e allo stesso tempo di grande ricchezza storicoculturale, si delineano gli obbiettivi di questa ricerca: la messa in sicurezza e il rafforzamento dell’identità. Ridurre il degrado del territorio e della sua eredità architettonica è un obiettivo primario della Strategia Nazionale per le Aree Interne (2014-2020) e l’intento di questo saggio è di contribuire in questa direzione, attraverso la creazione di un protocollo di intervento per il recupero e la salvaguardia delle costruzioni storiche di molti piccoli centri urbani messi in pericolo dalla mancanza di una manutenzione attiva.


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DOI: http://dx.doi.org/10.13138/2039-2362/1926

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