Urban Art: l’arte per il riscatto delle favelas. Il caso di Vila Brasilândia / Urban Art: the art for the redemption of favelas. The case of Vila Brasilândia

Angela Sofia Di Sirio

Abstract


Sotto il nome di Urban art si indica una nuova ondata creativa che ha scelto come luogo privilegiato delle proprie espressioni le periferie delle città di tutto il mondo. Il binomio centro-periferia fa parte di quella terminologia che, nata agli inizi degli anni Settanta del Novecento, fu adoperata, prima di tutto, per descrivere le relazioni economiche fra aree più o meno sviluppate del sistema capitalistico. La periferia di oggi, invece, non è più “l’ombra” della città storica, essa è diventata sia luogo di accoglienza e convivenza di culture differenti, sia manifestazione di una volontà di riscatto dalla condizione di “non luogo” o di “luogo altro” rispetto ai centri storici. L’Urban art si affranca dagli interessi economici e urbanistici di cui sono espressione i centri cittadini, per rivolgere la propria attenzione a quelle zone strutturalmente più degradate e funzionalmente deboli attraverso operazioni di trasformazione, sviluppo e abbellimento. È quello che avviene per esempio in alcune aree del Brasile, note come favelas – vere e proprie concrezioni abitative, realizzate con semplici mattoni e altri materiali poveri o addirittura di scarto – dove negli ultimi anni vengono messi in atto interventi che mirano al miglioramento di queste realtà, semplicemente sul piano estetico. In quest’ottica di cambiamento si pongono gli interventi artistici del collettivo Boa Mistura, nato a Madrid nel 2001 dal lavoro di cinque artisti: Arkon, Derko, Pahg, Purone, rDick.

It goes by the name of Urban Art which in recent years has broken a new wave of creativity of which to express itself has chosen the outskirts of all the cities in the world as its privileged locations. Its byname central border is part of the terminology born in the 1970's and adopted first and foremost to describe the areas somewhat developed under capitalistic system. Todays outskirts are no longer in the shadow of the city in fact they have become welcoming and multicultural places that manifest themselves by a voluntary rebuff against the terms “unidentified place” or “other area” as oppose to the history and economy of the central city. Urban art redeems itself in both economic and urban expression where the main residents, to turn attention to the degraded and dysfunctional zones either undergoing development, transformation or embellishment that for example are happening in certain areas of Brazil, often called slums which are genuine concrete habitations made from simple bricks and other materials including those excavated where in recent years actual works are being undertaken aimed at improving the areas simply based on the esthetic appearance. With these changes in mind, it has placed the collective artist Boa Misture, born in Madrid in 2001 with work from the 5 artists: Arkon, Derko, Pahg, Purore, rDick.

 


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DOI: http://dx.doi.org/10.13138/2039-2362/766

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