Punire per (ri)educare. Il fine della pena tra emenda e risocializzazione nel dibattito costituzionale

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Pubblicato

2022-04-19

Fascicolo

Sezione

Antropologie e Storie del diritto penale

DOI:

https://doi.org/10.13138/2704-7148/2997

Autori

  • Loredana Garlati

Abstract

Il saggio ripercorre il dibattito svoltosi all’interno dell’Assemblea Costituente in relazione all’art. 27 comma 3 della Costituzione. Alla vigilia dell’approvazione della Carta Costituzionale il tema della finalità della pena occupava grande spazio ed era oggetto di approfonditi dibattiti, riproponendo l’eterno conflitto tra concezione retributiva e preventiva della pena. Su questo filone si innestava la questione della possibilità dell’emenda del reo e la discussione se l’emenda potesse essere accolta fra gli scopi della pena o non fosse permeata da una concezione spirituale e morale estranea a una visione laica come a gli scopi che la pena doveva proporsi. La dottrina penalistica dei decenni immediatamente successivi all’approvazione della Carta continuò il dialogo e il confronto, quando si trattò di tradurre in azioni concrete gli intenti programmatici e i principi costituzionali, alcuni dei quali, in tema di carcerazione, forse ancora attendono una piena attuazione.

The essay traces the debate in the Italian Constituent Assembly about the art. 27 paragraph 3 of the Constitution. The issue of the purpose of the sentence occupied great space and was the subject of deep debates. Was it possible to amend the guilty? Was the amendment moral or juridical question? The criminal law doctrine of the decades immediately following the approval of the Costitution continued dialogue and discussion. It was necessary translate the programmatic intentions and constitutional principles into concrete actions, some of which perhaps still await full implementation.

Parole chiave / Keywords: Assemblea Costituente, pena, finalità, emenda, rie- ducazione / Italian Constituent Assembly, penal punishment, purpose, amendment, re-education.