La vocazione territoriale tra approccio sistemico e situazionista: analisi di una collaborazione culture driven tra aziende del made in Italy attraverso il caso del Contratto di Rete Polo Alta Moda Area Vestina / The territorial vocation between the “systemic” approach and the “situationist” approach: analysis of a culture-driven collaboration between Made-in-Italy firms. The case of the network contract of “Polo Alta Moda Area Vestina

Elena Cedrola, Stefania Masè

Abstract


Il presente lavoro si propone di mostrare come una collaborazione culture driven tra aziende del made in Italy possa innescare un processo virtuoso capace di alimentare la competitività d’impresa. Nello specifico, intende verificare la validità di una nuova chiave di lettura dei processi di governance del territorio, detta situazionista, che affianca la concezione prevalente in letteratura, definita unitaria o sistemica. Il punto di discrepanza principale tra le due visioni sembra essere quello della vocazione territoriale. Pur riconoscendo entrambe la presenza di interessi condivisi tra gli attori, la visione situazionista non riconosce alla vocazione la funzione “razionalizzante” riscontrabile nell’approccio sistemico. A seguito di una sintetica review della letteratura sui temi del territorio come cultura condivisa, sulla dimensione reticolare territoriale ed extraterritoriale e sul contratto di rete, verrà introdotto lo studio di un contratto di rete stipulato l’8 giugno 2010 tra le aziende che costituiscono il Polo Alta Moda Area Vestina. Attraverso le evidenze emerse da alcune interviste in profondità, sarà indagato il ruolo dell’azienda Brioni nella duplice veste di key player del territorio e di impresa capofila del contratto di rete analizzato e saranno esaminati gli altri attori che compongono il Polo Alta Moda. Le interviste realizzate hanno coinvolto i manager dell’impresa capofila del contratto di rete, il vice presidente Confindustria Pescara e presidente della Sezione Unificata Sistema Moda Chieti Pescara e il direttore delle fondazioni partecipanti al contratto.

 

This case study aims to validate how a culture-driven collaboration between firms could trigger the competitiveness of a Country, starting from a specific territorial culture. Specifically, it intends to investigate the validity of a new interpretation of the territorial governance processes, named “situationist”, that supports the prevailing view in literature, defined “unitary” or “systemic”. Both the viewpoints recognize the territory as a treasure chest of values and show the presence of different stakeholders. The main point of difference between the two views seems to be based on the territorial vocation. While recognizing both the presence of shared interests among the actors, the “situationist” vision does not recognize to vocation its “rationalizing power” as in the “systemic” vision. After a brief review of the literature on the issues of territory as a shared culture, network size and the territorial and extraterritorial network contract, the study of a network contract signed on June 8th 2010 between the companies making up the Polo Alta Moda Area Vestina will be introduced. Through the evidence emerging from some in-depth interviews, the dual role of Brioni as a territorial key player and leading company of the network will be investigated. The other actors of Polo Alta Moda will be then examined. The interviews have been conducted with the business managers of the most important enterprise belonging to the network agreement, Brioni Roman Style, the Development Manager for Fashion Industry at the Chamber of Commerce of Pescara and the Director of the Foundations participating to the contract.


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DOI: http://dx.doi.org/10.13138/2039-2362/759

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