Sentire l’essere umano: sentire la sua pelle. Il razzismo narrato da Luisa Carnés

Irene Arbusti

Abstract


Nell’opera di Luisa Carnés (Madrid, 1905 – Città del Messico, 1964), autrice di narrativa e teatro dell’esilio repubblicano in Messico, confluiscono due principali filoni di riflessioni: le riflessioni sulla memoria storica e politica e sull’identità di genere. La pubblicazione, nel 2018, delle raccolte complete dei racconti, Rojo y gris. Cuentos completos I e Donde brotó el laurel. Cuentos completos II, curate da Antonio Plaza, ha portato definitivamente alla luce un panorama variegato di scritti e tematiche. Molte di esse devono ancora essere esplorate dagli studiosi che si stanno dedicando alla riscoperta dell’opera carnesiana. Nel periodo vissuto in Spagna, fino alla Guerra Civile, la scrittura – che è in Carnés strumento di resistenza ed atto sovversivo – le consente di superare quelli che erano i limiti del femminismo spagnolo della sua epoca, e di rendere tangibile l’invisibilità e la subalternità che la tradizione patriarcale impone al genere femminile. Carnés porterà poi con sé queste riflessioni nel suo esilio in Messico, alle quali si aggiungerà l’osservazione della vita degli indios, del razzismo interiorizzato e di quello violento che impera nei vicini Stati Uniti; temi confluiti in due racconti scritti tra il 1951 ed il 1963. L’amore, da sempre considerato bourdieuranamente da Carnés come la «forma suprema, perché la più sottile, la più invisibile» della violenza esercitata nei confronti delle donne, assume un valore positivo negli scritti carnesiani solo quando deve tentare di resistere alle croci del Ku Klux Klan, come vedremo in “El señor y la señora Smith” (1963).

__________________________________________________

 

In the work of Luisa Carnés (Madrid, 1905 – Ciudad de México, 1964), author of fiction and theater of the republican exile in Mexico, two main lines of reflection converge: the reflections on historical and political memory and gender identity. The publication in 2018 of the complete collections of stories, Rojo y gris. Cuentos completos I and Donde brotó el laurel. Cuentos completos II, edited by Antonio Plaza, brought to light a varied panorama of writings and themes. Many of them have yet to be explored by reserchers who are dedicated to the rediscovery of the Carnesian work. In the period lived in Spain, until the Civil War, the writing – which is in Carnés mean of resistance and subversive act – it allows her to overcome the limits of Spanish feminism of her time, and to make tangible the invisibility and subordination that patriarchal tradition imposes on women. Carnés will then carry these reflections with her in his exile in Mexico, to which will be added the observation of the life of the indios, the internalized racism and the violent one that reigns in the neighboring United States; themes merged into two stories written between 1951 and 1963. Love, always considered by Carnés, similarly to Bourdieu, as the «supreme form, because the most subtle, the most invisible» of violence exercised against women. Violence assumes a positive value in the Carnesian writings only when he must try to oppose the crosses of the Ku Klux Klan, as we will see in “El señor y la señora Smith” (1963).


Full Text

PDF


DOI: http://dx.doi.org/10.13138/2037-7037/2664

Refback

  • Non ci sono refbacks, per ora.


 Licenza Creative Commons 2010 Università di Macerata,  Dipartimento di Scienze politiche, della Comunicazione e delle Relazioni internazionali (SPOCRI) - via Don Minzoni 2, 62100 (Macerata - IT).